ALLENAMENTO FUNZIONALE

PARLIAMO DI ALLENAMENTO FUNZIONALE

A cura del Dott. Lorenzo Zini. Chinesiologo, laureato in Scienze delle attività motorie e sportive.

Perché parlare di funzione?

L’uomo del nuovo corso ha creato un habitat molto diverso da quello naturale, le cui superfici dove esso di norma vive (terreno piano, sedie, scrivanie) sono del tutto sfavorevoli per la biomeccanica e la fisiologia umana.
Tale ambiente porta inesorabilmente problematiche psicofisiche ed alterazioni posturali.
La soluzione (o sfida) è prendere un corpo, quello dell’uomo, che è stato sviluppato per un mondo di 70000 anni fa e adattarlo al mondo postindustriale in cui viviamo.
Da questa idea deriva un tipo di allenamento il cui fine è creare esercitazioni che rispecchino il movimento quotidiano che l’uomo svolge, rispettandone la meccanica motoria attraverso l’utilizzo di movimenti che interessano la globalità muscolare.
Attraverso questa metodologia si è cercato, dunque, di far tornare a svolgere in maniera “funzionale”, cioè in funzione, le normali attività quotidiane, nonché quelle atletico-sportive.

Quale tipo di funzione sviluppare?

Prima di analizzare la funzione dobbiamo conoscere quali sono i 4 pilastri del movimento umano (J.C.Santana):
    • Stare in piedi e camminare;
    • Variazioni della posizione del corpo;
    • Spingere e tirare;
    • Movimenti di rotazione.
Per apprezzare l’allenamento funzionale diventa fondamentale sapere come funziona il corpo, capire la sequenzialità dell’attivazione dei muscoli per produrre un movimento desiderato.
Alcuni muscoli si contraggono per produrre movimento, altri si contraggono per bilanciare il corpo, ed altri lo fanno per stabilizzare la colonna vertebrale e tenerla in posizione sicura.
È questa la vera evoluzione rispetto al passato dove l’allenamento analitico e isolato del singolo muscolo (es. body building) aveva un ruolo peculiare.

Quando un allenamento è definito ``funzionale``?

I movimenti per essere dichiarati funzionali devono avere delle caratteristiche ben precise, ovvero essere:
    • Olistici – riguardano la globalità ed interessano più gruppi muscolari congiuntamente;
    • Dinamico Balistici – in cui la forza risulta maggiore nella fase iniziale del movimento e poi si focalizzano sul controllo dello stesso;
    • Multiplanari – coinvolgono tutti i piani e gli assi di movimento nello spazio;
    • Asimmetriciinteressano solo un lato del corpo alla volta.
Ma soprattutto ogni funzione è da sviluppare sugli schemi motori primari: i pattern motori di Squat, Piegamenti, Affondi, Spinte, Tirate, Rotazioni e Camminata rappresentano i fondamentali del movimento umano (Cheik, 1999).

A chi è indicato questo approccio?

Sicuramente alle persone che ricercano un miglior stato di fitness e del proprio benessere, in quanto permette di aiutarle a muoversi in modo più efficiente ed agisce indirettamente sulla prevenzione degli infortuni.
Infatti grandi miglioramenti si possono trovare sulla capacità di equilibrio, flessibilità e forza; in poche parole, QUALITA’ DELLA VITA!
A maggior ragione a chi pratica sport!! L’obiettivo di ogni atleta è allenare il gesto specifico nel modo più simile alle situazioni di gara: con questo tipo di allenamento si ha la possibilità di ottenere un miglioramento della performance con un transfert molto più diretto rispetto all’allenamento classico.
La progressione, infatti, conterrà esercizi e stimoli meccanici inerenti aspetti specifici della disciplina praticata.

Info e contatti: lorenzo@fisiodoms.com

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About The Author

Nicola Basile
FISIOTERAPISTA specializzato in ambito sportivo, ha collaborato per 10 anni con alcuni tra i più prestigiosi centri medici di Bologna e Torino, oltre a diverse società sportive professionistiche di serie A di calcio, baseball e pallamano.

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