IL BENDAGGIO FUNZIONALE NELLE DISTORSIONI ARTICOLARI

IL BENDAGGIO FUNZIONALE NELLE DISTORSIONI ARTICOLARI

Le distorsioni articolari rappresentano, insieme alle lesioni muscolo-tendinee, le diagnosi più comuni negli infortuni sportivi e più frequentemente si registrano su caviglie, ginocchia e polsi.
Possono succedere per svariati motivi, come atterrare sbilanciati da un salto, correre su una superficie irregolare oppure cadendo male sulle mani, ma il fattore comune è una inefficace reazione di bilanciamento da parte del sistema neuro-muscolare. L’articolazione compie perciò un movimento brusco al di fuori del proprio baricentro, senza però perdere il contatto tra i due capi ossei (in quel caso si parla di lussazione).
La risposta più immediata è gonfiore e dolore, a cui spesso si associa un danno ai legamenti coinvolti o, nei casi peggiori, lesioni ossee.
Specifico, a tal proposito, che i legamenti sono le strutture deputate a limitare il movimento articolare nella sua massima escursione e sono, per questo, molto resistenti, poco flessibili e ricchi di sensori propriocettivi in costante comunicazione con il sistema nervoso.

Cosa fare nelle prime 48/72 ore?

La miglior soluzione in acuto è sempre limitare i danni! Per far questo “confezioniamo” un primo bendaggio compressivo con lo scopo di proteggere quanto più possibile l’articolazione e rallentare lo stravaso di sangue dai capillari lesionati.
Questo può essere possibile grazie a:
    • una benda adesiva elastica monoestensibile (tipo tensoplast) per una compressione leggera, evitando magari l’effetto laccio emostatico;
    • un nastro anelastico adesivo chiamato tape, per una immobilizzazione su più piani.
In alcuni casi è inoltre usato un unguento a base di zinco a contatto con la pelle per via della sua funzione anti-infiammatoria ed anti-edemigena.
Se la distorsione è a carico dell’arto inferiore, consiglio vivamente di usare le stampelle nei primi giorni, di posizionare l’arto in posizione di scarico il più possibile e di utilizzare il ghiaccio a fasi alterne (20 min. si e 20 no). Oltre a questo è bene iniziare già da subito con dei massaggi drenanti o altre tecniche manuali specifiche per liberare le rigidità mio-fasciali e favorire il ritorno linfatico verso il cuore.

Come proseguire?

Il secondo step è quello diagnostico, utilizzando la metodica più idonea per il distretto e per ciò che vogliamo indagare. La radiografia mi consente di escludere fratture o distacchi ossei, mentre la risonanza o la ecografia sono più specifiche per i tessuti molli, tra cui i legamenti.
Scongiurato il peggio, sostituiamo il bendaggio con uno più leggero e funzionale in cui con il tape limitiamo solo le direzioni di movimento dolorose, lasciando libere le altre.
Il vantaggio è multiplo in quanto il bendaggio funzionale:
    • crea una struttura esterna che anticipa il limite dell’articolazione, sostituendo la funzione del legamento danneggiato;
    • evita ulteriore stress articolare;
    • facilita la guarigione;
    • permette un rientro anticipato all’attività.
Il tutto è abbinato ad un lavoro specifico del terapista volto a normalizzare il più possibile il movimento articolare ed i rapporti coordinativi con gli altri distretti corporei, oltre che proporre un lavoro attivo di rieducazione.

Rientro all'attività!

Man mano che il distretto guarisce ed aumenta l’intensità e la competenza nei movimenti, il bendaggio (taping) assume un ruolo più psicologico, fornendo una sicurezza in più.
La completezza dell’intervento terapeutico si raggiunge quando il paziente riesce ad esprimere la stessa forza, stabilità ed agilità dell’articolazione controlaterale, misurata con test specifici, e senza alcun dolore. In questa maniera il paziente può sentire di nuovo la possibilità di poter fare a meno di un aiuto esterno.
Diversa è invece la condizione di chi ha articolazioni cronicamente lasse su cui hanno subito più distorsioni: nel loro caso il sostegno tramite taping durante l’attività sportiva riveste un importante ruolo di prevenzione, ma non deve mai mancare in abbinato un lavoro di rinforzo e propriocezione.
Bene, spero di avervi dato informazioni utili! Nel prossimo articolo, vi mostrerò un video-tutorial per auto gestire il taping alla caviglia prima di iniziare la vostra pratica sportiva!
Nicola Basile

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About The Author

Nicola Basile
FISIOTERAPISTA specializzato in ambito sportivo, ha collaborato per 10 anni con alcuni tra i più prestigiosi centri medici di Bologna e Torino, oltre a diverse società sportive professionistiche di serie A di calcio, baseball e pallamano.

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