Lesione legamento crociato anterore: COME AFFRONTARE LA RIABILITAZIONE POST-OPERAZIONE AL MEGLIO

Lesione legamento crociato anterore: COME AFFRONTARE LA RIABILITAZIONE

Cos’è il legamento crociato anteriore?

Il legamento crociato anteriore è tra i legamenti responsabili della stabilità del ginocchio, nello specifico limita, lo scivolamento anteriore della tibia rispetto al femore ed i movimenti di rotazione.

Quando sospettare un trauma rilevante?

Solitamente la lesione avviene con un movimento distorsivo innaturale, seguito da una sensazione di strappo , da dolore, gonfiore ed impotenza funzionale.
Accade più frequentemente agli sportivi che praticano calcio, sci e pallacanestro , in quanto sono sport dove è più probabile eseguire una torsione innaturale e involontaria del ginocchio mentre si ha il piede fisso a terra.

A chi è consigliata l'operazione e in cosa consiste

Benché ci siano sempre più evidenze sulla efficacia del trattamento conservativo (nel lungo periodo pare addirittura sovrapponibile), l'operazione chirurgica è consigliata a tutti coloro che vogliono riprendere al più presto un'attività sportiva rigorosa, o che svolgono mansioni lavorative con stress articolare.
L’ operazione consiste nell’ introduzione di un neo-legamento (o innesto), che può essere prelevato dal proprio tendine rotuleo o da quelli semitendinoso e gracile , ma può essere utilizzato anche un tessuto sintetico .
La scelta la effettuerà il medico a seconda delle valutazioni sulle condizioni e necessità del paziente.

Durante la guarigione, dopo l’ intervento, la riparazione avviene in tre siti diversi:

    • Punti di ancoraggio: Nel punto di ancoraggio avverrà un processo di ossificazione per rendere quanto più stabile la zona alle trazioni .
    • Sito di prelievo (se dai tendini propri): Nel sito di prelievo, invece, il processo sarà simile a quello di guarigione di una ferita, quindi di cicatrizzazione.
    • Neo-legamento in sé: per quanto riguarda il neo-legamento ci sarà un graduale adattamento della nuova struttura alla sua nuova funzione meccanica.
Female runner suffering with pain on sports running knee injury

Riabilitazione post-operatoria

In linea generale esistono 4 fasi distinte:

  1. FASE : dall’infortunio all’operazione.
    Portare il ginocchio quanto più funzionale e asciutto all’operazione è essenziale, sia per facilitare il chirurgo che per limitare complicanze post-operatorie, come le aderenze. Fondamentale risulta il riposo e il protocollo RICE, unito all’utilizzo di stampelle e tutore per limitare già da subito il carico sul ginocchio, alterare meno lo schema del passo e limitare così la risposta infiammatoria.
  2. FASE : primi 30/40 giorni.
    È il periodo in cui si porrà maggior attenzione alla gestione dell’infiammazione post-chirurgica e sulla mobilizzazione delle aderenze. La mobilità passiva ed i primi esercizi attivi garantiranno il ridursi del gonfiore ed una graduale ripresa. Obiettivo sarà il camminare senza stampelle, senza tutore e soprattutto senza dolore.
  3. FASE : fino alla 12° settimana.
    Al termine del terzo mese termina l’ossificazione del sito d’inserzione, la guarigione del neo-legamento e del sito di prelievo. Durante questo periodo si porrà attenzione sul rinforzo graduale di tutte le strutture muscolari della gamba e del core, sulla propriocezione e sulle prime azioni dinamiche (preferibilmente in piscina). L’obiettivo principale sarà la ripresa delle attività quotidiane e della corsa in linea
  4. FASE : dalla 13° settimana in poi.
    Da qui inizia una fase di adattamento del neo-legamento alla sua funzione, anche a livello microscopico, che dura diversi mesi. Ruolo fondamentale lo gioca l’apprendimento neuro-motorio del paziente, insieme alla capacità da parte del terapista di proporre esercizi sempre alla sua portata. Obiettivo sarà il ritorno all’attività sportiva ed il passaggio di consegna al preparatore.
Questo è il percorso post-operazione più adatto per tornare ad un’ attività sportiva o lavorativa, nel pieno delle proprie facoltà fisiche.

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Nicola Basile
FISIOTERAPISTA specializzato in ambito sportivo, ha collaborato per 10 anni con alcuni tra i più prestigiosi centri medici di Bologna e Torino, oltre a diverse società sportive professionistiche di serie A di calcio, baseball e pallamano.

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