RIEDUCAZIONE E BENESSERE

RIEDUCAZIONE E BENESSERE

Il movimento è alla base della vita ed il movimento corretto è alla base del benessere. Semplice…eppure molto complesso!

IL SOFTWARE PIU’ COMPLESSO

Per capirci meglio proviamo ad immaginare ciò che lo governa, ovvero il sistema nervoso.
Esso è l’equivalente di un software molto complesso che riceve informazioni da tutto il corpo, le elabora e le ritrasmette (90% delle quali fuori dalla portata della nostra coscienza), grazie ad un confronto costante tra:
    • Componente Afferente – composta dai numerosissimi sensori presenti praticamente ovunque nel corpo, che raccolgono informazioni riguardanti sia l’ambiente interno (propriocezione) che esterno (esterocezione), e le trasportano tramite i nervi dalla periferia al centro;
    • Componente di elaborazione – il “centro nevralgico” dove queste informazioni vengono elaborate, presente sia nel midollo spinale che nel cervello, ancora oggi oggetto di studio e grande mistero;
    • Componente Efferente – rappresentata da tutti i motoneuroni che si diramano dal centro alla periferia, fino a raggiungere le guaine connettivali dei muscoli (strutture chiamate “fascia”) per permettere ai muscoli di contrarsi, compiere il movimento e generare una nuova sensazione.
Quanto descritto determina un rapporto causa-effetto tra la componente sensitiva e quella motoria che non smette mai di esistere finché siamo vivi: in altre parole ci comportiamo come degli esseri che rispondono a stimoli o richieste provenienti dal mondo esterno o interno.
Parte integrante della componente di elaborazione è l’aspetto emotivo e cognitivo legato alle nostre esperienze, convinzioni ed abitudini, fortemente capace di condizionare il movimento stesso. Collaborare con un professionista in questo campo rappresenta sicuramente una marcia in più!
Il ruolo dell’apparato mio-tendineo, quindi, sembra ridimensionato a semplice esecutore di ciò che l’intero sistema nervoso è in grado di pianificare, ma non per questo la sua integrità e salute perde di importanza: ricordo che lo scambio è reciproco.

QUANDO LA RIEDUCAZIONE E’ NECESSARIA?

Personalmente consiglio questo approccio terapeutico a seguito di:
    • Immobilità prolungata
    • Infortuni medio-gravi
    • Interventi chirurgici
    • Degenerazioni articolari
    • Patologie ai tendini
Che sia di natura traumatica, chirurgica o degenerativa, è facile immaginare come l’infiammazione e la percezione del dolore altera la componente afferente e modifica di conseguenza la risposta motoria. L’immobilità prolungata, invece, è responsabile di una sorta di addormentamento dei recettori in zona.
In chi pratica sport, tra l'altro, la ritengo fondamentale in quanto sottopone il proprio corpo a notevoli stress meccanici.
Sarà quindi necessario interrompere il circolo vizioso, risolvere l’infiammazione ed apprendere nuovamente le giuste sequenze di movimento.

COME AVVIENE LA RIEDUCAZIONE?

Sbagliando, correggendo e progredendo! Proprio come succede in tanti ambiti, vale lo stesso per quello riabilitativo.
Apprendere nuovamente o correggere un movimento è un processo che porta il paziente ad avere maggiore competenza. Il fisioterapista ha un ruolo di facilitatore ed è in grado di modulare stimoli ed esercizi ad ogni incontro, scomponendoli in movimenti più semplici ed alla portata del paziente.
La progressione è dettata dai tempi biologici di guarigione (quindi dalla diagnosi) e dalla competenza dimostrata dal paziente: saper stare a cavallo di questa linea è la chiave vincente!
Mai tralasciare la respirazione: un respiro fluido deve essere sempre preferito, spostando il paziente da stati di apnea o iperventilazione. Un ambiente tranquillo è di aiuto nel creare comfort ed accelerare l’apprendimento; successivamente sarà possibile progredire verso stati di maggiore perturbazione, in cui il paziente avrà più variabili da gestire.
Durante una rieducazione di spalla, ad esempio, è bene partire da semplici esercizi di mobilità e stabilità, per poi integrare il lavoro con la core-stability ed infine proporre movimenti sempre più complessi e sport-specifici.
L'obiettivo finale è quello di migliorare la comunicazione tra il sistema nervoso e quello muscolo-tendineo, in modo da aumentare l'efficienza del movimento, preservare le articolazioni da eccessiva usura, ridurre l'attivazione muscolare non necessaria e gestire la respirazione.
In altre parole, aumentare il Benessere!

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About The Author

Nicola Basile
FISIOTERAPISTA specializzato in ambito sportivo, ha collaborato per 10 anni con alcuni tra i più prestigiosi centri medici di Bologna e Torino, oltre a diverse società sportive professionistiche di serie A di calcio, baseball e pallamano.

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