RIESCI A TOCCARTI LE PUNTE DEI PIEDI?

RIESCI A TOCCARTI LE PUNTE DEI PIEDI?

Mantenendo le ginocchia in estensione, esistono tipicamente 4 tipi di risposte a questa domanda:
    • “Certo che si”
    • “da in piedi no, ma se mi siedo per terra ci riesco”
    • “sono contento se arrivo sotto le ginocchia”
    • “ma va…ho un gran dolore quando ci provo! E chi mi tira poi su?”
Quanti di noi non riescono a rispondere affermativamente a questa “semplice” richiesta? Perché è così importante riuscirci? Andiamo per gradi…

L’importanza

Il test di flessione in avanti è tra i più utilizzati in ambito di terapia manuale ed esercizio, perché mi dà un dato oggettivo sullo stato di salute e sulla capacità di allungamento e controllo motorio di tutta la catena posteriore, con particolare riferimento alla colonna vertebrale.
Entrando più nel dettaglio, questa catena posteriore la si può visualizzare come un elastico che si estende dalla testa (precisamente dalla fronte) e prosegue indietro percorrendo la schiena, la parte posteriore delle cosce, fino alla pianta dei piedi. Anatomicamente coinvolge tutte le strutture articolari, nervose e muscolo-connettivali che incontra nel suo passaggio, molto importanti sia nella statica che nella dinamica.
Piccolo, ma importante dettaglio è di non provarci appena svegli al mattino, perché i dischi vertebrali sono più gonfi di acqua e poi perchè abbiamo fisiologicamente bisogno di “scaldare il motore”.

Perché queste differenze?

Coinvolgendo tutte queste parti del corpo, le probabilità di riuscita non sono altissime, soprattutto per chi ha subito importanti interventi chirurgici o conduce uno stile di vita insano.
Applaudo a coloro che hanno risposto in modo affermativo e senza difficoltà: il vostro è un ottimo punto di partenza!
Per quanto riguarda gli altri, il primo chiarimento è per coloro che si rivedono nella seconda risposta: se riuscite a toccare le punte dei piedi stando seduti a terra vuol dire che la vostra “disponibilità di movimento” è sufficiente, ma magari non sapete come gestirla quando siete in piedi.
L’ideale per voi è un breve percorso di riprogrammazione del movimento, per capire che senza respirare e senza spostare il bacino indietro durante la flessione, andrò poco in là. Il ``toe-touch progression`` è il vostro strumento.
Se la vostra è la risposta numero 3, invece, molto probabilmente avete una reale limitazione della capacità di allungamento della vostra catena posteriore, perciò necessiterete in primis di maggior lavoro di stretching e mobilità, insieme a trattamenti mirati sulle zone più in difficoltà. Abbinati ad esercizi di riprogrammazione del movimento, garantiscono un cambiamento radicale in breve tempo.
La quarta risposta, invece, fa emergere la necessità di rivolgersi a personale medico per capire meglio ciò che sta causando la vostra sintomatologia dolorosa. Protrusioni discali, sofferenze del nervo, asimmetria di mobilità degli arti inferiori o forti addensamenti connettivali possono essere tra le cause, spesso in compresenza.
Identificarle e stabilire l’iter terapeutico più efficace per voi è la migliore soluzione, senza lasciar passare ulteriore tempo.
NOTA BENE
Ma è davvero necessario avere un “colpo della strega” per accorgersi che qualcosa non và?
Io credo che esistano delle vie alternative. Nell’articolo “Toe touch progression” troverete le istruzioni per l’esercizio di riprogrammazione sopra menzionato.
Per altre informazioni non esitare a contattarmi, sarò felice di rispondere alle tue domande.

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About The Author

Nicola Basile
FISIOTERAPISTA specializzato in ambito sportivo, ha collaborato per 10 anni con alcuni tra i più prestigiosi centri medici di Bologna e Torino, oltre a diverse società sportive professionistiche di serie A di calcio, baseball e pallamano.

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